lunedì 31 dicembre 2018

Collegamenti fantastici!

L'ultimo giorno di scuola, per mantenere viva la fantasia, quelli della 1A si sono cimentati in un piccolo gioco inventato da Gianni Rodari. Basta aprire un vocabolario, scegliere qualche parola nelle due pagine che vi si aprono davanti e inventare una frase o una breve storia che contenga quelle parole. 
A rileggerle, si scopre che, chissà come mai, quasi tutte sono accomunate da disgrazie o eventi negativi...neonati aggrediti da volatili, attentati, anfibi ubriachi, ferite con fermagli, tragedie al lunapark e altro ancora, insomma, non sono esternazioni propriamente natalizie ma ecco quello che è venuto fuori:

  1. E' stata una fregata frenare con una frenata per frequentare quella persona
  2. Mio fratello mangia sempre tante bacche e fa il babysitter in un battello
  3. L'attentato fece una vittima e tornò a casa con la vittoria e si comprò un palazzo vittoriano
  4. Beato era quel bebè ma di colpo arrivarono degli uccelli col becco e lo beccarono
  5. La naftalina fece nascere mio fratello napoletano e nano
  6. I rospi sul ronzino sono rompiscatole per aver bevuto troppo rum
  7. Ho visto un fenomeno, l'ho fermato col fermoposta e mi sono fatta male col fermaglio
  8. Alla televisione c'è un giornalista che racconta di un rottame di giostra, più specificatamente un idroscivolo che crollò con della gente sopra



giovedì 27 dicembre 2018

Testo libero - Tommaso Z.

Tempo fa vi ho chiesto di leggere il post sul testo libero, ne abbiamo anche parlato in classe. In questi giorni di vacanza mi è capitato di scrivere le poche righe che seguono. Poi ho pensato che potessero andare bene per inaugurare la serie dei nostri testi liberi. Basta premesse, avevo voglia di scriverle, questo è tutto, questo è "il testo libero".


Ieri ho visto uscire da un’edicola un vecchio alunno di almeno cinque anni fa. Sarà alle superiori, avrà 16 anni o giù di lì. E’ incredibile come i volti degli alunni si fissino nella memoria. Ma la cosa che mi ha colpito è stato il percorso che hanno seguito i miei pensieri: in un primissimo momento, forse prima della soglia della consapevolezza, l’ho giudicato. Ho visto un ragazzo tutto compito, occhialuto ma alla moda. Poi appena ho capito che era lui mi è venuto un attimo di nostalgia, ho ripercorso tutta la sua storia, finalmente l’ho guardato come un essere umano, l’ho riconosciuto. Poi ho pensato, forse ingenuamente, che se tutti noi potessimo conoscere le storie degli altri quando erano bambini ci sarebbe meno violenza.




domenica 23 dicembre 2018

Lettera di Natale...

Dedicato agli alunni delle classi prime e ai fortunati che saranno in prima il prossimo anno...


  • Caro Babbo Natale, sono un bambino che frequenta la prima media a Buttrio, quest'anno non ho grandi desideri, mi sento buono e tranquillo, ma c'è una cosa, niente di che, che mi frulla per la mente da quando ho visto una foto su internet. Sia chiaro, la mia scuola mi piace, è fantastica, siamo in collina e dalle finestre abbiamo un panorama splendido, però...potresti portarmi una scuola nuova? Magari fatta di legno? Non so come potresti fare col trasporto, vedi te, frusta un po' le renne, sii severo con gli gnomi (o erano elfi?), oppure regalati una gru enorme o cambia slitta. D'altra parte ognuno ha il suo ruolo, io scrivo la lettera, tu porti una scuola nuova dalla Lapponia a Buttrio, ok? Grazie


Caro bambino, se tutti fossero come te avremmo un mondo pieno di scuole fantastiche ma io sarei già morto, sepolto con tutte le renne, col corteo di elfi (sono elfi!) che fingerebbero di piangere. Per fortuna qui mi chiedono soltanto lego, pokemon, tablet, insomma robe facili da trasportare. Quindi, proprio perché sei il solo a chiedermi una scuola, forse riesco ad accontentarti. Sia chiaro, le renne mi malediranno e gli elfi mediteranno piani di rivolta sperando di prendere il potere. Ma io non mi farò mettere sotto, avrai la tua scuola. Ma non subito! Qui in Finlandia le cose funzionano bene, ma non così bene. Per ora ti mando una foto con la speranza che quando arriverai in terza, avrai la tua scuola.
Babbo Natale

Mai visto una renna scattare una foto? questi sono i risultati


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sabato 22 dicembre 2018

Questo pazzo natale...

Resoconto fotografico e sonoro dell'ultima giornata di scuola prima delle feste, con relativo mercatino e concerto natalizio. Com'è noto ai docenti, queste giornate sono sempre all'insegna della calma e del silenzio...

...e infatti, già di prima mattina cogliamo dall'aula insegnanti  i primi segni di follia 


Alle 10 suona la ricreazione, prima di andare al concerto, e tutto diventa chiaro: partono i trenini in corridoio🙈


 

 Compaiono strani e graziosi animali...



Divise natalizie...



E finalmente si va in Villa Florio per il concerto


Guidate dal prof. Botti cominciano le classi seconde. Qui con un classico Tu scendi dalle stelle


Concludono le terze. Qui con un piccolo estratto di Russians di Sting, con Abel che suona il corno.


Infine tutti al mercatino di Natale organizzato sotto la supervisione della prof. Franzil


Ore 12.50: fuga finale verso la libertà natalizia...Ci si vede a Gennaio!!


P.s. Il blog non va in vacanza..continuate a seguirlo! 

venerdì 21 dicembre 2018

L'incontro con Ndour

Come promesso dopo il primo laboratorio Caritas di giovedì scorso, oggi è stata la volta dell'incontro con il ragazzo senegalese Ndour Bakary.


Dopo aver riepilogato quanto successo nello scorso incontro, per cercare di rompere il ghiaccio e abituarsi all'ascolto dell'altro abbiamo fatto un piccolo gioco a coppie. Ognuno aveva cinque minuti per parlare di sé all'altro: alla fine ciascuno avrebbe presentato alla classe il suo compagno. Anche Ndour ha partecipato, assieme a Riccardo N.


Aurora presenta Fabio

Scaldati gli animi, abbiamo finalmente ascoltato la storia di Ndour. Ha 20 anni e viene dal Senegal, da una piccola isola vicinissima alla capitale Dakar






Ndour già a 15 anni voleva andarsene, ma la famiglia non era d'accordo. A 17 anni ha realizzato il suo desiderio ed è partito assieme ad un adulto. Il viaggio è stata senz'altro la parte più dura, e infatti alla difficile domanda "cambieresti qualcosa potendo tornare indietro?" ci ha risposto che non rifarebbe più quel tipo di viaggio. Come moltissimi altri ha seguito il percorso verso il Mali, il Burkina Faso, il Niger e poi dal Niger - attraverso il deserto del Sahara - in Libia. Da lì, come tutti possiamo immaginare, ha preso un'imbarcazione ed è arrivato a Lampedusa.




E' difficile qui farvi un resoconto di tutta la sua storia: Ndour in Italia ha preso la licenza di terza media e oggi lavora in una fabbrica per la lavorazione della pietra (a volte in cava), segue una scuola per migliorare l'italiano e sta cercando di prendere la patente. Il suo sogno è giocare a calcio e lo insegue allenandosi ogni giorno con una piccola squadra del cividalese. Noi abbiamo ascoltato e abbiamo domandato, di fronte a noi c'era un ventenne, emozionato all'inizio perchè non aveva mai parlato di fronte ad una classe. 

Io non so cosa sia rimasto a voi - ragazzi della 2A - di questo incontro. Voi sapete che il tema delle migrazioni è davvero complesso, e di fronte alla complessità, gli slogan e le posizioni estreme (di qualsiasi tipo) non servono a nulla. Qui non voglio fare un lungo e forse  noioso discorso su ciò che penso sia giusto o sbagliato (in classe non lo faccio mai, figuriamoci qua), anche perchè dovete pensare con la vostra testa, non con la mia. Voglio però dirvi quello che è successo dentro di me durante questo incontro. Poi se vorrete, potrete discuterne a casa con i vostri genitori, com'è giusto che sia.

Ndour non è scappato da guerre o da persecuzioni, è il classico esempio di migrante economico che una grande maggioranza vorrebbe respingere e non vi nego che anche io, a mente fredda e in altri contesti, l'ho pensato. Insomma, se non scappano da guerre o persecuzioni o fame, perchè dovremmo accoglierli tutti? Certo, è una domanda sensata. Eppure, mentre conoscevamo Ndour, prima quasi in silenzio, poi più decisamente, una domanda si faceva spazio nella mia mente...perchè no? Di fronte a un ragazzo che a 17 anni ha rischiato tutto per venire qui, non riuscivo a rispondere. Perchè non avremmo dovuto accoglierlo? Perchè no?
Di fronte a un ragazzo di 20 anni che lavora, studia, insegue la sua passione calcistica come mille altri, non riuscivo a rispondere. Perchè no? Di fronte a Ndour, che quando gli abbiamo chiesto se avesse mai subito degli episodi di razzismo ha risposto di no e poi ha aggiunto "se dai rispetto, gli altri ti rispettano", io non riuscivo a rispondere a quella domanda. Perchè no? 
Sono tornato a casa, ho mangiato e lei era ancora lì...per quello ho dovuto scriverla. Perchè no?

In bocca al lupo Ndour! 




mercoledì 19 dicembre 2018

I libri game!

Oggi il prof. ha cominciato a leggere una storia ad alta voce. C'era un bambino e una casa stregata, un classico insomma, niente di nuovo. Ma a un certo punto si poteva scegliere cosa fare...entrare nella casa o no? La maggioranza ha voluto entrare. Dentro c'era una scala e abbiamo deciso di salire, poi una stanza piena di disordine e un topo morto per terra: che fare? Tornare indietro o aprire il polveroso armadio attraversando la stanza? Quasi tutti volevano l'armadio (e te pareva) e armadio è stato: dentro c'erano alcune chiavi, le abbiamo prese. Uscendo dalla stanza troviamo un grosso gatto nero che inarcava la schiena e soffiava: che si fa? Si scappa o lo si chiama affettuosamente? (micio, micio...). Neanche a dirlo, quasi tutta la classe voleva rischiarsi una malattia infettiva cercando di fare le coccole a un gattaccio nero con gli occhi demoniaci.
Fermi un attimo. Non è forse questo il bello della lettura? Poter provare emozioni forti, le più diverse, in un contesto di sicurezza, di finzione? Nella realtà pochissimi sarebbero entrati in una "casa stregata" e quasi nessuno avrebbe salito le scale...eppure in un libro si può fare!! (Che figo!). E in un libro game come quello letto dal prof., si può fare anche di meglio, si può scegliere la propria avventura rispondendo a delle domande e cercando di risolvere dei misteri. Per la cronaca, la classe 1A, a forza di rischiare in ogni occasione, è morta sepolta in un tunnel sotto la villa di Chimney Rock...😰 Ma la storia si può ricominciare, si possono scegliere altre strade e magari riuscire a risolvere il mistero: un libro game si può leggere molte volte, non una volta sola.
Già mentre il prof leggeva, capito il meccanismo, gli entusiasti della 1A chiedevano in lacrime di avere in prestito il libro. Nessuno è stato obbligato, solo chi ha voluto poteva prenderne in prestito: ne avevo 31, me ne sono rimasti 3.
Mi raccomando, potete scambiarli fra di voi, ma trattateli bene perchè sono vecchi!! (quasi quanto il prof...)









domenica 16 dicembre 2018

Redistribuire la ricchezza? O le persone?

Com'è distribuita la ricchezza? domanda semplice, no? (no, nient'affatto). Il laboratorio organizzato dalla Caritas per noi di 2A ha cercato di rispondere a questa domanda. 

Prima di tutto, com'è fatto il mondo? semplice no? (no, neanche questa). La scuola italiana, e non solo, ha convinto milioni di persone che il mondo è fatto così


In realtà il mondo, almeno per quanto riguarda le dimensioni dei continenti, è molto più simile a questa rappresentazione


La 2A conosce già il perchè di questa distorsione, per chi volesse approfondire le differenze fra la proiezione di Mercatore (la prima) e la proiezione di Peters (la seconda) rimandiamo a questo sito. Qui ci basta ricordare che nel planisfero al quale siamo abituati, tutte le terre a Sud appaiono molto più piccole di quanto non siano in realtà (provate a confrontare nei due planisferi la Groenlandia e l'Africa).

Chiarito questo punto, altra questione. Com'è distribuita la popolazione sui diversi continenti? In classe siamo in 16, proviamo a distribuirci...Prima di scendere giù, provateci anche voi: distribuite 16 persone nei 5 continenti (Nord America, Sud America, Europa, Africa, Asia+Oceania), rispettando le proporzioni reali...non fate i curiosoni, provate! Rimarrete sorpresi...

Da sinistra: in Europa 2, in America del Nord 3, in Asia 5....sarà giusto? No!

La solitudine di una poetessa in Sud America...


Neanche il prof. c'avrebbe preso, ammettiamolo (sommessamente). La risposta è la seguente: Africa 2, Europa 2, Nord America 1 (questa l'avete sbagliata!!), Sud America 1, Asia 10...😲


Ora siamo tutti in piedi, suddivisi per continenti...ed è qui che viene il bello, perchè adesso le sedie si trasformano nella "ricchezza" mondiale. Dopo aver definito meglio il concetto di ricchezza arriva il secondo, ben più importante, problema: com'è distribuita la ricchezza? Cioè, quante sedie delle nostre 16 dovremmo assegnare a ciascun continente? Anche qui non è stato facile e ci è servito l'aiuto di Michele (che avete sentito nell'audio precedente)

In Africa neanche una intera, in Sud America 1, in Asia 4, in America del Nord 5 e in Europa 6. A dirlo non fa molta impressione, ma in classe le differenze si vedevano benissimo


In Nord America si sta davvero comodi...


In Asia molto meno...4 sedie per 10 alunni


Qui però non vogliamo svelarvi tutto, anche per lasciare un po' di suspence alle classi che si cimenteranno in futuro nello stesso laboratorio. Ma potete comunque immaginare il prossimo passo: qualcuno voleva migrare...e quindi abbiamo assistito ad alunni che dichiaravano guerra, ad altri che pietosamente concedevano qualche sedia (1 su 5...), e ad altri ancora che malgrado stessero comodi non avrebbero mai dato niente a nessuno e così via. Abbiamo concluso cercando di chiarire i motivi delle migrazioni e i criteri per accettare i migranti nei paesi di arrivo


Adesso siamo tutti curiosi di incontrare Ndour Bakary, un ragazzo senegalese, titolare di protezione umanitaria che Giovedì prossimo arriverà in classe. Aspettando questo momento ringraziamo Michele Brusini e Bianca Gentile, gli operatori della Caritas, per la loro gentilezza e disponibilità, oltre alla responsabile Fausta Gerin. Concludo con un ringraziamento speciale per l'assessore Emanuela Ros, che mi ha fatto conoscere la possibilità di svolgere queste attività.


sabato 15 dicembre 2018

Il Testo Libero - Istruzioni

Avete qualcosa da dire veramente? Qualcosa che avete bisogno di dire? Oppure avete una storia da raccontare? Solo per il gusto di raccontare. Ecco, allora, quando sentite il bisogno di dirla, scrivetela.
Questo post, che ha lo scopo di spiegare cos'è il testo libero,  potrebbe finire qui. Ma cerchiamo di chiarire un po' il concetto, spiegando cosa NON è il testo libero.
  • non è un compito per casa
  • non è un tema
  • non avrà un voto
  • non deve per forza aderire alle regole di un genere letterario. Cioè, mi spiego meglio, non deve essere una lettera, una fiaba, un fantasy, ma se vuole esserlo può esserlo.
E già mi immagino mani che si alzano, o domande che partono come raffiche (Vuoi il diritto di parlare? Hai il dovere di alzare la mano!!)

Ma allora che "roba" è? E' un testo libero, appunto. Ma tipo...? Può fare un esempio? No, almeno qui no, il testo è libero e basta, e se comincio a fare esempi è come se tirassi qualche linea per recintare...il testo è libero! Ma quanto lungo? Non esistono regole, quanto vuoi, quanto ti serve per dire quello che vuoi dire. Ma se non c'è un voto, se non è un compito, perché dovrei farlo? Perché ne senti veramente il bisogno. E per quando? Per mai o per sempre...non esiste una scadenza, né un obbligo. E dopo che l'abbiamo scritto? Buona domanda: lo leggiamo in classe, lo correggiamo tutti assieme (se ce n'è bisogno), se vogliamo possiamo anche modificarlo e ampliarlo, sempre collettivamente. Poi se l'autore è d'accordo lo pubblichiamo sul Blog. Va bene? Lo so che non siete convinti, ma in questo caso non c'è proprio nulla del quale io debba convincervi...è il bello del testo libero!😛


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venerdì 7 dicembre 2018

Molto lapo questo vimo

L'albero del Gran Giuoco delle parole fruttifica anche a Dicembre: ecco a voi altre parole folli e strambe inventate dalla 1A (dopo un approfondimento sui suffissi)

Schiccacco: l'atto del mangiare i tic tac
Schiccaccaia: venditrice di tic tac
Schiccaccofobia: paura di mangiare i tic tac

Lapo: si usa per definire una cosa bella. "Che lapo che è quel cane"
Lapore: si usa quando una persona è di buon umore
Lapaiolo: luogo in cui le persone belle si ritrovano per spettegolare
Lapabile: persona che può diventare bella
Lapocrazia: potere dei belli

Vimo: animale di piccole dimensioni. "Il coniglio è vimo"
Vimaglia: palestra per le persone nane (?)
Vimaio: zoo per animali di piccole dimensioni. "Domani andiamo al vimaio?"

Catrimo: pezzo di letame
Catrimologia: scienza che studia i pezzi di letame

Gattalla: gatto femmina con le ali
Gattallarìa: luogo con tanti gatti con le ali

Lasto: arma per fare male alle persone
Lastità: provare una sensazione di malessere
Lastalgia: dolore che si espande
Lastivendolo: venditore cattivo


Rileggendo tutto quanto mi viene un'idea...ma perchè qualcuno non prova a scrivere una storia con queste parole (e le altre nate durante il Gran Giuoco) ?
Già m'immagino l'incredibile lastalgia provata da una povera schiccaccaia che vede il suo vimo, da tutti considerato molto lapo, cadere sopra un catrimo per colpa di una gattalla...

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La poesia di Aurora 2A

A dimostrazione della libertà di questo spazio e della libertà che la poesia permette, pubblichiamo la poesia di Aurora, scritta in classe su richiesta del prof. (Aurora: la poesia fa schifo! Prof. Zamò: scrivi una poesia sul fatto che la poesia fa schifo)

La poesia fa schifo perchè
fa schifo.
La poesia fa schifo perchè
fa schifo ed è noiosa.
La poesia fa schifo perchè
fa schifo, è noiosa ed è brutta.

La poesia fa schifo
eppure per dirlo
ho scritto una poesia.

Commento del prof. (un pò difficile)
L'autrice Aurora mette in questo testo tutta se stessa. Emerge chiaramente la tendenza alla negazione e al rifiuto che simpaticamente la caratterizzano. Ma in realtà, approfondendo l'analisi, proprio il fatto che sia stata disposta a scriverla dimostra esattamente il contrario, ovvero che vi è in lei anche la possibilità di aprirsi alle esperienze e dimostrare quanto può essere brava.
La poesia inizialmente si componeva di un'unica strofa (nella seconda c'è lo zampino del prof.) mirabilmente strutturata. Tre coppie di versi che iniziano ciascuno con lo stesso verso (una sorta di super anafora...ve lo spiego in classe), ma che soprattutto aumentano d'intensità regolarmente creando un climax (vi dirò anche questo) che rende a meraviglia le sonorità cantilenanti del lamento (tanto care alla 2A...). Questo per non dire della tautologia iniziale (fa schifo perchè fa schifo) che non lascia scampo al lettore.
Poteva finire così, l'ultima strofa non aggiunge nulla perchè si limita a spiegare quello che è successo. Se qualcuno pensa che la Poesia pianga disperata per quest'opera, si sbaglia alla grande. La Poesia se ne sbatte (scusate, ma quando il prof parla di poesia diventa così), la Poesia soprattutto se la ride e si sfrega le mani per la soddisfazione, pensando "ancora una volta un ragazzo ha scritto una poesia".😛

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mercoledì 5 dicembre 2018

Aggiornamenti da Torino 3

Ed eccovi, pur con qualche ritardo, il quotidiano report (che speravamo più corposo)!

Eccoli qua, i nostri, mentre osservano nostalgici qualcosa d'indefinito verso Est. Sarà forse la terra natale?

Occhiali anti privacy



Come in ogni gita, poi, alla lunga si assiste sempre ad un certo deterioramento delle situazioni, prova ne siano queste ciabatte fenicottero...


Per fortuna, sui nostri eroi veglia una decisa e spettacolare atmosfera natalizia

Speravamo di regalarvi qualche audio col quale toccare con mano la lontananza dei ragazzi delle terze: appelli alle madri, pianti convulsi, nostalgie variamente declinate, ma niente è giunto alla redazione. Ma poi, il Museo egizio? E il Museo dell'auto? Evidentemente il Piemonte, rigoroso e monarchico, ha imposto il silenzio ai nostri inviati. Speriamo nel domani

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martedì 4 dicembre 2018

Aggiornamenti da Torino 2

Buona serata, andiamo in onda anche quest'oggi, malgrado il satellite ci neghi la possibilità di ricevere i densi aggiornamenti a cui vi abbiamo abituato... Comunque sia, con le scarse informazioni che riceviamo dal Piemonte siamo in grado di assicurarvi, nell'ordine, che

1 - I nostri si trovano tuttora a Torino


2 - Godono tutti di buona salute, tanto che hanno visitato la basilica di Superga

3 - Hanno visitato anche l'interno della Basilica (...)


La redazione promette di strigliare i suoi inviati invitandoli ad essere più presenti e connessi. A domani!

lunedì 3 dicembre 2018

Aggiornamenti da Torino 1

Figli in una regione lontana senza telefono? Ed ecco che il Blog lamiaclasse, con la sensibilità che lo contraddistingue,  corre in soccorso delle eventuali ansie famigliari, raccogliendo le scarse notizie che giungono dal Piemonte per renderle pubbliche quasi in tempo reale.

Per ora possiamo vantare prove certe del loro arrivo a Milano 

Ma anche alla stazione di Torino (un buon segno)

Sembra poi, da qualche telefonata, che i nostri siano addirittura arrivati in albergo per poi uscire alla volta della Mole

L'evidente mole...
 Mentre scriviamo, infine, ci arriva una foto che depone a favore del buon esito della giornata, ritraendo (contro il loro volere) alunni della classe 3B all'interno della Mole Antonelliana

Rimanete in contatto, pubblicheremo tutto appena avremo altre notizie

Come ti smonto una fiaba...

...sì, poi però rimetti a posto.


Com'è fatto un racconto? Sì, perchè un racconto mica nasce così, d'improvviso tutto assieme, come se chi scrive fosse preso da una sorta di ispirazione divina. Il racconto, come ogni testo scritto, si costruisce, e il suo creatore è una sorta di artigiano che deve seguire delle regole. Alcune di queste regole fondamentali, si trovano andando a guardare com'è fatto quello che potremmo definire il prototipo di tutti i racconti, la madre di tutte le storie (ecc...), ovvero La Fiaba (che è così antica che ai suoi tempi nemmeno si scriveva).
Un certo Vladimir Propp (linguista e antropologo russo) l'ha fatto per noi e ha scoperto, fra l'altro, che ci sono una serie di situazioni (per l'esattezza 31) che si ripetono (ovviamente non tutte assieme) in qualsiasi fiaba: sono le famose Funzioni di Propp. Per farla breve, le fiabe sono una sorta di puzzle costruito sempre con gli stessi 31 pezzi e ciò vuol dire che si possono smontare e ricreare a piacimento, basta scegliere i pezzi da utilizzare e ricordare quali sono i ruoli chiave dei personaggi, ovvero il protagonista e l'antagonista, ma anche il donatore, l'aiutante, il falso eroe e il mandante. 
Dopo aver individuato le funzioni nelle fiabe più o meno classiche, la 1A, con notevole sforzo artistico ha creato le sue carte di Propp...ovvero 21 carte (il prof. ha scelto le funzioni più significative) che rappresentano le varie situazioni con le quali possiamo costruire qualsiasi tipo di racconto (non solo fiabe). Eccovi qualche fulgido esempio




A questo punto, fatte le carte, non potevamo che giuocarci... E allora, come riscaldamento ognuno estraeva una carta e doveva raccontare il prima e il dopo rispetto alla funzione, inventandosi una piccola storiella. Poi, siamo entrati nel vivo e abbiamo estratto a caso 5 carte per poi costruirci sopra un racconto. Ognuno ha fatto il suo, non posso riportarli tutti ma voglio citare qualche incipit (cioè qualche frase iniziale) per far capire che la fantasia per fortuna non manca 
  • C'erano degli angeli maiali e dei demoni maiali...
  • Il coach stava allenando la squadra...
  • C'era una volta un'unghia molto felice...

Riporto invece il racconto di Denise con le 5 carte che abbiamo estratto a caso (ho sottolineato le funzioni). A ben vedere non ci sono soltanto le 5 funzioni ma anche tante altre (inizio, allontanamento, lotta, vittoria, lieto fine...). I miracoli delle funzioni di Propp: scrivi un racconto e le usi anche senza saperlo.


Minù e gli animali Floreancig
C'era una volta una bella micetta bianca di nome Minù. Un giorno la sua padroncina Denise decise di portarla dalla veterinaria e le disse :<< Cara Minù è un po' di giorni che starnutisci, domani ti porterò da Elena la veterinaria, guai a te se sparisci un'altra volta!>>. 
Minù era spaventata, così decise di tornare a casa della nonna di Denise. 
A quel punto però apparve dal giardino lo spirito di Stress, il cane defunto di Tiziano, che le disse:<< Ma ciao Minù, io sono Stress e sono tornato in vita per prendere il tuo corpo e tornare da Tiziano!>>. Mentre loro parlavano, arrivò Chicca, la gatta di Alessandra, che aiutava Stress. Allora Minù spaventata attraversò la siepe e andò a chiedere aiuto alla sua amica, la gallina Rosita, che conosceva Stress e i suoi punti deboli. La gallina le disse:<< Per sconfiggere Stress devi grattargli la pancia, rimorirà dalle risate!>> detto fatto, Minù riattraversò la siepe e si mise a grattare la pancia al defunto cane che, sbellicandosi dalle risate, tornò al paradiso canino. Minù si sentì meglio, ma arrivò Chicca, anche lei bianca come il latte che muovendo le zampe posteriori la riempì di terra e corse via verso la casa di Denise a prendersi il merito di non essere sparita. Ma Minù era tutta sporca e sarebbe stato impossibile essere riconosciuta,

ma niente era impossibile, prese una scorciatoia e arrivò appena in tempo per fermare Denise che stava mettendo nella ciotola le crocchette richieste da Chicca
A quel punto Denise disse:<< La vera Minù sa qual è il mio piatto preferito, vediamo chi saprà rispondere!>> 
a quel punto Minù disse:<< La PIZZA!>>. La vera Minù fu riconosciuta e non fu mai più felice di così di andare dalla veterinaria. 

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