La 2A è una classe difficile. Si sa. Lo abbiamo detto in mille salse. Forse a volte ripetiamo così tanto le stesse cose, spinti dal lusinghiero vento del "lamentarsi" di tutto, che finiamo per impedire a noi stessi di cambiarle. Forse. Forse, insistere sugli aspetti negativi non solo rende più difficile divincolarsi dai propri (pre?)giudizi, ma soprattutto non lascia all'altro lo spazio per dimostrarti che stai sbagliando.
Durante l'ora di assemblea settimanale, la 2A questo spazio lo ha avuto. Uno spazio libero, ma proprio perchè libero, ancora più difficile da gestire. Ci sono stati conflitti, confusione, profonde fratture nel gruppo, anche pianti, ma lentamente hanno trovato un equilibrio: si sono inventati ruoli non previsti, come quello del "poliziotto" che registra i nomi di chi non rispetta le regole, hanno deciso punizioni (ricopiare un testo scelto da me) e hanno accettato di subirle. Il bello è che hanno fatto tutto loro: io durante quell'ora me ne sto seduto, intervengo come gli altri, ma soprattutto osservo: all'inizio, ovviamente, c'è stato bisogno di qualche mio intervento da "professore", ma ormai accade sempre più raramente.
Ed è proprio durante una di queste ore autogestite che i ragazzi de IL CONSIGLIO DELLA 2A hanno deciso, spinti anche da un pizzico di orgoglio, di scendere nel Parco di Villa Florio e pulirlo. Così, muniti di sacchi e guanti, hanno fatto la loro personale giornata ecologica.
Uno dei luoghi più produttivi...
ECOTERRORISMO...?
SCOVAZZE, TULIPANI E ROMANTICISMO (nessun tulipano è stato maltrattato)
LO SQUADRONE ESIBISCE FIERAMENTE IL RACCOLTO
Due ambasciatori chiedono gentilmente a Luigino e Orietta di completare l'opera
Non è che - forse - si sono meritati di pranzare dove vogliono?
C'era una volta cappuccetto Khaby Lame, gli amici la
chiamarono cosi perché guardava sempre Khaby Lame. Un giorno sua madre gli disse di mandare il
video di Charlie d'Amelio alla nonna. Cappuccetto Khaby Lame accettò e andò
dalla nonna; la madre la fermo e le disse di non guardare video per il tragitto, Cappuccetto Khaby Lame disse: OK! E andò.
Il tragitto era lungo e a metà incontrò il
Lupo che era fan di Charlie d'Amelio, il Lupo le chiese cosa aveva nel cesto, lei rispose che
aveva il nuovo video di Charlie d'Amelio: il Lupo non aveva ancora visto il video e lo
voleva, allora chiese a Cappuccetto Khaby Lame se poteva dargli il video, lei
disse di no, perché doveva guardarlo prima la nonna. Il lupo chiese dove abitasse la nonna. Cappuccetto Khaby Lame rispose
che la storia l' aveva già sentita e gli disse di andarsene, il lupo pianse dalla disperazione e
morì. E il video andòalla nonna che era
innamorata di Charlie d'Amelio, poi disse che lei era la migliore, ma Cappuccetto
grido NOOOOOOOO! Era meglio Khaby, e la guerra fra le due iniziò.
MORALE: mai
andare dalla nonna fan di Charlie d'Amelio
C'era
una volta un piccolo scoiattolo che stava imparando a scendere dall'albero con
la mamma. Un giorno Jack vide una ghianda rotolare e inseguendola finì per
perdersi in un bosco.
La
mamma, giorni prima, gli aveva detto di non intrufolarsi nelle tane altrui
perchè avrebbe potuto essere aggredito.Jack, invece,
inseguendo la ghianda, non seguì questo consiglio ed entrò nel buco in cui
viveva un serpente.
Il
serpente alzò il collo e lo attaccò con un morso velenoso.Poi gli disse: "Il veleno farà effetto fra tre giorni...se vuoi
sopravvivvere dovrai partire per un pericoloso deserto..." Jack allora
s'incamminò. Il
povero scoiattolino, arrivato nel deserto, incontrò un cammello che gli disse:
"Se vuoi salvarti portami la terza gobba!"
Jack
si guardò attorno, vide un dromedario e pronunciò la formula: "L'elisir
devo trovare, la gobba tua mi devi dare! Senza gobba sarai più bello, sarai
meglio del cammello!" Il dromedario rimase ipnotizzato e l'eroe gli sfilò
la gobba e ottenne l'antidoto. Jack
finalmente fu salvo e gli tornò in mente la sua ghianda. Decise di cercarla, ma
sulla strada trovò un trivio. Dove andare? Il suo fiuto non poteva
sbagliare...e si diresse verso la tana del serpente.
Giunto
a destinazione, mollò una scodata fortissima in testa al serpente, tanto
che il rettile venne accecato dai suoi peli. Non contento, Jack si riempì le
guance delle uova del nemico e gliele sputò in faccia.
Il
serpente cadde a terra stecchito e il vittorioso Jack ritrovò la sua amata
ghianda.Per paura che il rettile non fosse del tutto morto,
scappò con uno scatto dalla tana, si arrampicò sugli alberi e saltando saltando
si diresse finalmente verso casa.
Mentre
tornava alla tana, vide un astore che si avvicinava minaccioso, allora, per
nascondersi, strappò delle foglie e se le mise sulla pelliccia per
mimetizzarsi.
Tornato
a casa, nessuno più lo riconobbe. "Chi sei tu, che entri nel nostro
territorio?" domandarono i familiari.Jack se ne andò
intristito. Per caso, vide a terra un giornale che parlava della ricompensa
promessa a chi avrebbe ucciso il pericoloso Serpente. Tornò verso casa tutto
felice, ma scoprì che uno dei suoi fratelli si vantava di avere ucciso il
Serpente e pretendeva il premio: la Ghianda d'oro.
Per
scoprire chi avesse ucciso veramente il Serpente, venne scelta come prova la
lotta con la serpe. Incredibilmente entrambi vennero morsi. Tutti rimasero
delusi, perchè pensavano di non aver ancora trovato il vincitore.
Jack
però esclamò: "Il vincitore sono io! Lui morirà in tre giorni, io no
perchè sono immune, il Serpente mi ha già morso e l'ho già ucciso!"
La
folla mormorò insospettita e allora Jack si tolse le foglie e fece vedere i
segni del vecchio morso del Serpente. Come prova finale, estrasse dalla folta
coda un uovo del viscido rettile. La madre allora urlò: "Ma sei tu, Jack,
figlio mio!!" Tutti lo riconobbero.
Tre
giorni dopo, il fratello traditore, mentre stava mangiando la sua terza
ghianda, si sentì male e morì.
Alla
fine, Jack scoprì che il possesso della Ghianda d'Oro lo rendeva uno scoiattolo
volante. Qui finisce la
fiaba di Super Squirrel.
Scritta collettivamente da tutti gli alunni della 1A
IL GATTO BIANCO C’era una volta un gatto sulla strada lunga, abbandonata. Il cielo era nuvoloso, se alzava il volto non vedeva niente, era tutto nero; sembrava un cimitero. Io lo vidi disteso a non far niente, vedevo solo lui: Il Gatto Bianco. IL CANE NERO C’era una volta un cane sulla strada corta e luminosa. Il cielo era soleggiato, se alzava il volto vedeva i bambini giocare con la palla, erano felici sembrava un lunapark. Io lo vidi in piedi a giocare con una pallina, vedevo solo lui: Il Cane Nero.
C’era una volta, una bimba di
nome Cappuccetta Italica. Si chiamava così perché indossava sempre una fascia
tricolore: bianca, rossa e verde.
Suo padre era un pizzaiolo che
lavorava a Napoli, e quel giorno aveva finito il sugo, incaricò la figlia di
andare a recuperarne un po', avvertendola di non andare al mercato, perché era
gestito da gente scaltra che rubava ai clienti… ma come in tutte le fiabe, Cappuccetta
non lo ascoltò e partì naturalmente per l’unico posto dove non sarebbe dovuta
andare: il mercato.
Dopo un po' di cammino, fu di
fronte alla bancarella di frutta e verdura, chiese al commesso: “Vorrei del
sugo per la pizza, per piacere” ma egli rimase girato, quindi ritentò, stavolta
più forte: “Potrei avere del sugo di pomodoro?” restò immobile, e la bimba
perse la pazienza: “VOGLIO DEL SUGO DI POMODORO!” e il commesso si fece vedere
in faccia: un cattivissimo e scaltrissimo lupo, e non passò neanche
mezz’istante che Cappuccetta rimase senza i soldi che il padre le aveva dato.
Subito si mise a piangere disperata ma, per sua fortuna, la nonna girava
proprio lì vicino e accorse immediatamente in suo aiuto: con la sua fidata
ciabatta tirò uno sculaccione talmente forte che tre uomini forzuti non si
sarebbero neanche lontanamente avvicinati al risultato, lo fece volare via.
Quindi recuperarono sugo e soldi
e se ne andarono dal padre pizzaiolo che preparò loro, come ringraziamento, la
più buona pizza margherita che avessero mai mangiato, e vissero tutti felici e
contenti.
Se
c'è una cosa che ho imparato in questi anni, anche grazie ai libri del
compianto Paolo Perticari, è che una lezione troppo programmata, poco esposta
all'imprevedibile e anche al fallimento, ha qualcosa che non va. Per fare
questo, è indispensabile lasciare spazio all'imprevisto,
accoglierlo.
Un
giorno, nel mio tentativo di esporre la 1A a un flusso poetico continuo, leggo
in classe ad alta voce questa poesia di Bruno Tognolini da "Rime di
Rabbia"
RIMA DI CHI VIENE PRIMA
Primini!
Così ci dite perché siamo piccolini
Noi siamo in prima
Perché veniamo prima
Siamo più forti
Perché siamo più corti
Perché diventeremo come voi
Voi non potete diventare come noi
Noi siamo prima
Facciamo meglio rima
Perché meglio primini come noi
Che secondini o che terzini come voi
Siamo primini
Levatevi il berretto
Ciucciateci i calzini
E portateci rispetto.
Risultato:
ovazione della classe. Io reagisco spontaneamente e dico sarebbe bello
fare un "Attacco poetico"... non finisco neanche la
frase e l'ovazione riprende. E' deciso, Attacco poetico sia! Ma che cos'è? Ho
spiegato più volte, nel corso del mese che ci è servito come preparazione, che
non doveva essere soltanto una raccolta di testi irriverenti verso le altre
classi, ma ormai il fuoco sacro dell'invettiva, della polemica poetica, della
presa in giro letteraria, era scoppiato e io ho deciso di non spegnerlo.
Avevamo un motivo preciso per scrivere, ancora una volta la scrittura in 1A era
cosa viva, come già lo era stata nelle precedenti fasi del nostro laboratorio
di scrittura. L'audio cerca di testimoniarlo...
Alla
fine "i primini" non si sono affatto limitati alle invettive contro
le altre classi, anzi, la maggior parte dei fogli erano fatti da poesie
originali (sull'Italia, sui gatti, con parole longobarde ecc...), da citazioni
(Baudelaire, Celan, Majakovskij...si vola alto!) e poesie di poeti contemporanei
come quella sulla gazza di Franco Marcoaldi (chiedere alla 1A).
E una volta pronti, appena prima di
ricreazione, con l'atteggiamento circospetto che si addice a
certe operazioni, le truppe sono uscite dalla trincea per compiere
l'atto eroico...
Tornati alla base, c'era un misto di
eccitazione e di paura. Chi avrebbe continuato per sempre ad andare in giro per
la scuola ad attaccare fogli, chi non vedeva l'ora che suonasse (più del
solito, diciamo), chi temeva la reazione di quelli più grandi.
E la reazione c'è stata...sgomento,
sorpresa, desiderio di "vendetta", ma anche una sensazione di offesa
che, almeno in queste dimensioni, non era attesa. Qui serve una spiegazione.
Premesso che non c'era nulla di volgare (ovviamente), alcuni testi, riprendendo
quello di Tognolini dal quale era partito tutto, in effetti attaccavano le
altre classi. Per capire di cosa parliamo, al massimo qualcuno si è spinto a
confrontare una classe con una banana marcia o ha usato termini come
"schifo", ma il tenore generale dei testi era questo
Noi siamo i primini, voi siete secondini, o terzini,
Noi prima, voi dopo, forse dopo
Voi non tornate indietro, noi sì
Noi voliamo, voi invece scendete
Voi boomer noi pro
E nemmeno lo sapete
Voi siete topi noi gatti
vi divoriamo con l’acquolina nei baffi
Se qualcuno si è sentito offeso, la responsabilità è solo mia, non della classe
1A. Ognuno ha la sua sensibilità e questo va rispettato. Ma approfitto per
dirvi che nella vita bisogna imparare a sentirsi offesi, (vi capiterà spesso),
a capire cosa ci offende, a reagire (se necessario) senza volgarità o
violenza. Per questo sono andato in ogni classe a spiegare e a invitarli a rispondere
con la scrittura, a far vedere quanto sono grandi, visto che i piccoli li
hanno, per così dire, "sfidati"
Il messaggio del nostro attacco è SCRIVETE! In questa occasione e sempre. Scrivete,
scrivete quello che vi fa star male, quello che vi offende, quello che non
riuscireste mai a dire, alla persona amata, all'amico, ai genitori, a
chiunque, scrivete per essere liberi, potreste scoprire che "per
guarire" a volte non servono neanche i lettori, basta la propria
scrittura.
Qualcuno di seconda lo ha già fatto...
BRAVI! questa è la reazione che mi aspetto.
PER FINIRE. Prima
dell'attacco, in 1A abbiamo letto il testo di una canzone, un inno alla
scrittura che spero possa ispirare tutti gli alunni della scuola
Leggere ad alta voce fa bene. Un po' a tutti. A chi legge e a chi ascolta. Da quest'anno vorrei leggere ad alta voce più spesso e vorrei sentir leggere i ragazzi ad alta voce. Non è uno sfizio da vecchio prof. E' una convinzione maturata dalla lettura di alcuni libri e dalla consapevolezza che anche mentre leggiamo silenziosamente, dentro di noi accade qualcosa, si snoda un discorso mentale, come se in realtà leggessimo sempre ad alta voce, ma a volte senza usare le corde vocali. Un lettore esperto sa cosa accade dentro di lui nel momento della lettura silenziosa, ma come si fa a insegnare questo processo? O meglio, come si fa a far capire agli altri qual è questo processo? Non c'è altro modo, leggere ad alta voce. Le pause, le intonazioni, il ritmo, il tono, non sono abbellimenti da attore, sono parte integrante della lettura, della nostra comprensione del testo.
"Leggere ad alta voce è fondamentale per aiutarli a diventare lettori [...] La lettura ad alta voce ha un tale valore, e l'apprendimento della lettura è un processo talmente lungo e complesso che è necessario leggere ad alta voce lungo tutto il percorso scolastico." Il lettore infinito - Aidan Chambers
E allora? Allora ho letto in classe ad alta voce e lo farò ancora, e stiamo leggendo Matilde di Roald Dahl ad alta voce. A proposito...che magnifico silenzio mentre leggiamo Matilde! I silenzi non sono tutti uguali, affatto. Ci sono i silenzi della paura e quelli della concentrazione, quelli della noia e quelli dell'interesse. Un giorno stavamo leggendo Matilde, suona la campanella, l'ora è finita; per un attimo penso di salutare e far terminare la lettura, ma mi sembrava di interrompere un incantesimo, tanto era denso quel silenzio. Così, me ne sono uscito senza dir nulla e quelli della 1A, rapiti dal libro, non se ne sono minimamente accorti e hanno continuato a leggere mentre entrava la prof di Inglese...magnifico potere del libro!
Oltre a tutto ciò ho voluto far usare a tutti loro la voce, fargli sperimentare le potenzialità espressive che nasconde questo strumento. Alcuni hanno sfoderato doti recitative nascoste, inginocchiandosi, fingendo di piangere, improvvisando scenette, altri, quando si trattava di urlare non sono riusciti a farlo fino in fondo. Urlare è difficile, perchè sfogarsi davvero è difficile. Poi a scuola...il prof. che ti dice di urlare...non si è mai visto, dai.
Insomma, per farla breve, la 1A, fra uno schema di storia e la liberazione di un codirosso spazzacamino, divisa in gruppi ha cercato di recitare una favola. Hanno avuto poco tempo a dire il vero, ma io ho già notato qualche miglioramento nella loro lettura ad alta voce.
Qui possiamo notare piccole compagnie teatrali cimentarsi nelle proprie parti all'aperto
Prima di chiudere, il prof vuole fare davvero i complimenti a tutti, per l'entusiasmo e il clima che si respira in classe. Non preoccupatevi se qui avete avuto qualche indecisione, è normalissimo. Ci riproveremo. Anzi, quest'anno vorrei ritornare spesso sulle attività che facciamo, vorrei riproporre, risperimentare. La scuola troppo spesso corre, vola, con l'illusione di fare tanto rischia invece di sorvolare sulle cose...proveremo a fermarci un po' di più.
E ora potete entrare in prima A e sentire le loro voci
Piccolo assaggio della fantasia lessicale che abbiamo cercato di scatenare coi draghetti locopei della 1A (spiegatela voi ai genitori).
Serena si lancia in un'affermazione che appare contraddittoria (albicocche a Natale?)... ma se sono rigorose non possiamo non crederle
Sappiamo Essere Rigorose e Natalizie Albicocche
La coppia di fondo Asia e Anna compone un acrostico all'insegna dell'educazione civica (ma in quel "navigare" non leggete anche voi un sorrisetto malizioso?)
Aiutare Signora In Attraversamento A Non Navigare Altrove
Greta e Miriam sperimentano la personificazione di animali e frutta
Gorilla Rosa E Tartaruga Arrabbiata
Melone Irritato Rabbioso Indica Anguria Marcia
Francesco e Davide invece (tanto per segnare una differenza di genere), parlano nientemeno che di diavoli, risse e chioschi...
Facciamo Rissa Al Noto Chiosco E Si Chiama Oreste
Diciamo A Vito: I Diavoli Esistono
...e mentre Lisa tira fuori un acrostico che scriverei in ogni mia classe
L'Insegnante Sa Arrabbiarsi
Giorgia ci confonde con strane mescolanze geografiche e non solo
Gli Indiani Orfani Raggiungono Gli Indiani Arabi
Dei limerick invece ho perso l'autore ma non importa
Ho conosciuto un tale
un tale di Torino
che si ricordò che l'ambulanza faceva nino nino
Ho conosciuto un tale
un tale di Manzano
che era ubriaco e andava lontano
Ho conosciuto un tale
un tale di Parigi
che sguazzava nel Tamigi
Ho conosciuto un tale
un tale di Barletta
che cadeva sempre dalla bicicletta
Ho conosciuto un tale
un tale di Bolzano
che mangiava un'aragosta sul divano
Ho conosciuto un tale
un tale di Pompei
che diceva sempre Ok!
Ho conosciuto un tale
un tale di Lovaria
che era strambo e mangiava l'aria
Messaggio in codice per la classe: se volete dimostrare le vostre capacità narrative al mondo, senza svelare il misterioso significato di starilli, starlepe, scopolli ed arelli (per non parlare delle loglie e dei pichi, ovviamente), potete scrivere i vostri testi al computer. Portatemeli o inviatemeli e saranno pubblicati sul blog!
Anche per la squadra 1A del 2021 è giunta finalmente l'ora di esordire nel difficile campo del blog. Cominciamo bene, con una poesia enigmatica fatta dalla somma dei nostri anagrammi. Pronti in pentola e presto in arrivo altri giochi di parole e testi incomprensibili a chi non fa parte del club. Perfetto.
Oggi abbiamo affrontato la Storia della Terra in 24 ore. Qua trovate un grafico riassuntivo a forma di orologio. Sotto invece c'è la nostra "Storia della vita sul pianeta terra in 24 ore"...spero ricordiate!!
STORIA DELLA VITA
SUL PIANETA TERRA IN 24 ORE
ore 00:00 si forma il pianeta Terra4,5 Miliardi di anni fa
ore 04:00 appaiono le prime forme di vita: i procarioti, organismimonocellulari molto semplici (batteri)
con cellule prive di organi interni
ore 13:00 nascono forme di vita più
complesse: gli eucarioti, organismi monocellulari più complessi con
cellule con organi interni (alghe, lieviti)
1 Miliardo di anni fa
ore 19:00 si formano i primi organismi
multicellulari (piante marine)
600
Milioni di anni fa
ore 21:00 appaiono i primi animali
acquatici fra i quali i pesci
ore 22:00 la vita colonizza la
terraferma, prima le piante poi gli anfibi e gli insetti come ragni, millepiedi e altri
ore 22.30 si evolvono rettili, uccelli e forme primitive di
mammiferi
ore 22.40 compaiono sulla scena i
dinosauri. La Pangea comincia a
dividersi240
Milioni di anni fa
ore 23:40 estinzione dei dinosauri. I
continenti assumono una forma simile a quella attuale60 Milioni di anni fa
ore 23:45 si diffondono i mammiferi
ore 23:58 comparsa dei primi ominidi –
Homo abilis2 Milioni di anni fa
ore 23:59 l’evoluzione del genere Homo
porta alla comparsa della nostra specie Homo Sapiens200.000
anni fa
ore 24:00 hai appena finito di
leggere la storia del pianeta in 24 ore…
Anche in tempi di Covid, la scuola cerca strenuamente di aprirsi, fosse anche accendendo una Lim. Questa volta, grazie alla mitica prof. Fabbro, i ragazzi della 2B hanno capito che si può donare qualcosa senza ricevere nulla in cambio (arditezze per questi tempi?), anzi che si può donare ciò che di più prezioso scorre dentro di noi, un simbolo millenario della vita. Potremmo fare una lunga riflessione, vagamente filosofica, sul fatto che proprio ciò che ci dà la vita, o meglio che è la vita, è in grado di ricrearsi, di riformarsi, è un dono che riceviamo continuamente e che continuamente possiamo donare: a dire anche che nulla è davvero nostro, nemmeno quello che scorre dentro di noi. Ma non bisogna sempre esplicare e spiegare tutto, soprattutto a scuola è bene anche imparare a lasciare che le cose si depositino e avere fiducia.
Insomma, è stata di certo una lezione di vera educazione civica, e siamo felici che abbia riscosso successo anche su qualche media.
La classe 2B in collegamento con l'AFDS di Buttrio
Questa lezione si è meritata una menzione sul sul sito di Telefriuli e un articolo sul Messaggero Veneto
Come ricorderanno i più attenti, la nostra scuola ha da 2 anni una nuova biblioteca. Può sembrare azzardato definirla così, ma ormai non lo è più: la nostra è una biblioteca a tutti gli effetti, piccola se volete, ma ordinata e soprattutto ricca di titoli moderni.
Ordinata grazie all'intervento della prof. Contin, che - con uno sforzo che sovrasta di molto le mie capacità - ha ordinato e etichettato tutti i volumi! Grazie mille😊!!
Un ordine impensabile per il prof. Zamò...
Aggiornata perchè in questi anni grazie a concorsi e soprattutto donazioni abbiamo aggiunto sempre titoli nuovi e recenti. Ed è proprio grazie alla gentilissima donazione della famiglia di Carlotta e Niccolò che si aggiungono nuovi e accattivanti titoli. Eccoli